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Obbligo vaccinale operatori sanitari: proprio non ci siamo.

Il D.L. 1 aprile 2021 n. 44 all'articolo 4 "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario" dispone l'obbligo di vaccinazione gratuita per gli operatori sanitari. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per poter esercitare la professione e si può esimere dalla stessa solo coloro i quali presentano condizioni cliniche documentate e accertate dal MMG incompatibili con la somministrazione del vaccino". La mancata adesione alla campagna vaccinale "determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2" per cui "il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate". "Quando l'assegnazione a mansioni diverse non è possibile, per il periodo di sospensione non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato". La sospensione è efficace fino a vaccinazione avvenuta o, comunque, fino al 31 dicembre 2021.

Premesso che Nursind Romagna non ha nessuna intenzione di esprimersi sull'efficacia o sull'utilità del vaccino in sé, anzi, ci teniamo a sottolineare che il 100% dei nostri dirigenti si sono sottoposti a vaccinazione, ci teniamo, tuttavia, a osservare come questo decreto legge possa mettere ancor più in ginocchio il nostro già zoppicante sistema sanitario senza considerare che gli infermieri sono anch'essi cittadini e devono essere tutelati come tutti i cittadini.

Al momento nell'Azienda USL della Romagna sono stati assunti 2.190 operatori sanitari (di cui 226 medici, 1239 infermieri, 428 OSS, 297 altri profili - fonte Regione Emilia Romagna) per mettere una toppa agli errori del passato messi in evidenza dalla pandemia. Naturalmente il saldo di infermieri in più in azienda non è + 1239 in quanto tantissimi in questo ultimo anno di continui soprusi e obblighi sono andati via a lavorare altrove o cambiando addirittura professione.

L'Azienda USL della Romagna e le Case di Cura private accreditate e non, stanno "raschiando il barile" alla ricerca spasmodica di infermieri da buttare (il verbo è appropriato) nelle corsie.

E' tanto appropriato sospendere infermieri perché non si vaccinano sguarnendo ancora più gli ospedali e mettendo a rischio (questa volta seriamente) la salute dei cittadini?

Gli operatori sanitari sono anche cittadini e come tali devono essere tutelati dallo Stato. Se siamo sospesi senza retribuzione per sette mesi decade l'obbligo di esclusività nel senso che possiamo fare un altro lavoro (non l'infermiere) per poter sopravvivere fino al 31 dicembre 2021? Ci daranno un ristori anche a noi? Oppure il reddito di cittadinanza? 

Se a malincuore cediamo alle minacce del bulletto e ci vacciniamo (in modo forzato) siamo costretti lo stesso a firmare la liberatoria e il consenso informato?

Queste sono solo alcune domande che vorremmo rivolgere agli autori di questo decreto pur sapendo che non avremo risposte. Adesso speriamo che a livello europeo succeda qualcosa che faccia tornare indietro da questa posizione assurda.

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